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    Letteratura e giochi di narrazione sono sempre andati a braccetto. Ecco qui alcune segnalazioni di libri più o meno noti, più o meno recenti, che per le tematiche, lo stile o l'ambientazione ci sembrano particolarmente accattivanti per un lettore/giocatore.

     

    In libreria e biblioteca

    Il castello dei destini incrociati
    Un intreccio di storie che ha dell'incredibile, e che è in sé un gioco di narrazione (anzi, due; anzi, tre, ma uno - il motel dei destini incrociati - è incompiuto; perché non lo sviluppiamo noi?). È strabiliante quante storie siano contenute in un mazzo di tarocchi. Calvino, autore del libro, non ha dubbi: dispiegando di volta in volta gli arcani maggiori e minori sulla tavola della sua fantasia, mostra in maniera efficace che tutte le storie e tutti i personaggi possono emergere dall'intreccio delle carte. Un romanzo che è - per usare una metafora di Umberto Eco, ma già presente in nuce in Calvino - un bosco narrativo in cui è facile volersi perdere. Terminata la lettura vi verrà voglia di comprare un mazzo di tarocchi e leggervi dentro una storia - magari proprio la vostra?

    Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati, Torino, Einaudi, 1973.
    [ 2001-10-07 ]


    Il re in giallo
    Ha più di un secolo e non lo dimostra. Robert Chambers scrisse questo romanzo (che in realtà è una antologia di racconti) nel 1895. L'ambientazione è squisitamente art-déco e bohemien: i racconti (tranne in effetti l'ultimo) sono collegati tra loro dalla presenza di uno pseudobiblium (il Re in Giallo, appunto) che fa impazzire chi lo legge e produce una serie di strani fenomeni, insinuandosi malignamente nella realtà di tutti i giorni, spesso invisibilmente. Chambers è stato uno degli autori a cui si ispirò Lovecraft per il suo ciclo dei miti di Cthulhu: Hastur, ripresa dal maestro di Providence e poi anche dall'epigono Derleth, compare appunto in The King in Yellow. Si tratta in definitiva di una lettura molto appagante, impossibile da definire situandosi tra horror, fantascienza fin-de-siécle e romanzo in costume. Il mio consiglio è di leggere il libro una volta, meditarci su cogliendo tutte le sottilissime allusioni (magari con l'aiuto di qualche guida) e poi rileggerlo ancora. E ancora. E ancora...

    Robert Chambers, Il re in giallo, Roma, Fanucci, 1977.
    [ 2001-10-07 ]


    Eymerich
    Nicolas Eymerich è il protagonista di una serie di romanzi fantastici opera di Valerio Evangelisti, un caso unico nel panorama della fantascienza italiana per il successo che ha avuto. Il lancio è stato la vittoria del Premio Urania con "Nicolas Eymerich, inquisitore", cui sono seguiti gli altri romanzi pubblicati in tutta Europa, uno sceneggiato radiofonico su RadioDue vincitore del Prix Italia, una pubblicazione a puntate qualche estate fa in allegato a un quotidiano...
    I romanzi ruotano attorno alla figura (realmente esistita) di Nicolau Eymerich, inquisitore del XIV secolo alla corte di Aragona. L'aspetto più interessante è che i romanzi si snodano sempre su più piani temporali e le azioni dell'inquisitore hanno sempre una ricaduta sul mondo dell'immediato futuro. A proposito di quest'ultimo c'è da dire che Evangelisti, attraverso i romanzi, ha delineato un quadro coerente e sottilmente inquietante di un futuro così prossimo da essere praticamente a portata di mano, e governato da guerre e intolleranza.
    Passo ora a esaminare i singoli libri, premettendo che ognuno di essi costituisce una storia a sé, ma leggerseli assieme (e in sequenza) consente di gustare appieno sia il dipanarsi della vita di Eymerich sia il fitto intreccio geopolitico del mondo futuro.

    Nicolas Eymerich, inquisitore
    Il primo romanzo prende le mosse nel momento in cui Eymerich, poco piè che trentenne, diviene inquisitore generale del regno di Aragona. La storia ruota attorno a un misterioso culto agreste e a prodigi come bambini con due facce. Gli altri piani temporali vedono, nell'immediato futuro, lo scontro delle teorie scientifiche "eretiche" di Frullifer con la nascente tirannia americana e, in un futuro ancora più lontano (che Evangelisti finora non ha più ripreso), le peripezie di una astronave fatta di pensiero alla ricerca di un pianeta perduto. Il romanzo è molto piacevole ed è un'ottima introduzione sia al personaggio sia allo stile dei piani temporali che si accavallano e che si spiegano l'uno con l'altro.

    Il corpo e il sangue di Eymerich
    Eymerich, aiutato per la prima volta da quel Padre Corona che tornerà in altri romanzi, affronta in Francia un complicato caso di bevitori di sangue che si intreccia, nel mondo futuro, a un complotto riguardante una terribile arma batteriologica. È il romanzo meno "fantascientifico", e anche meno "fantastico", di tutta la serie: ma proprio perché è così realistico è anche il più agghiacciante, dato che lo scenario descritto è realmente a portata di mano. Indubbiamente uno dei migliori.

    Le catene di Eymerich
    Il nostro inquisitore preferito si trova stavolta alle prese con bizzarre creature impossibili e una setta gnostica, mentre la storia parallela vede il dipanarsi dagli anni '30 fino al mondo futuro di un diabolico piano per la manipolazione del DNA umano. Il romanzo si legge volentieri ma appare comunque il più debole di tutta la serie, forse per l'ammassarsi un po' eccessivo di tematiche. Comunque una lettura doverosa per la comprensione dell'universo eymerichiano.

    Metallo Urlante
    Si tratta di una antologia di quattro racconti che hanno come tema la fusione tra la carne e il metallo. Il primo racconto, "Venom", segue lo stile di alternanza dei piani temporali e vede sia Eymerich impegnato in una indagine sia il mondo futuro sconvolto da una terribile guerra tra soldati fusi col metallo. Il racconto è molto evocativo e lo consiglio a chi volesse un assaggio dello stile di Evangelisti senza impegnarsi in un romanzo. Gli altri racconti (che come noterete si chiamano tutti come gruppi heavy metal) non parlano di Eymerich e sono "Pantera", storia western di fantasmi (scritta ottimamente ma con qualche incongruenza nella trama); "Sepultura", ambientata nell'omonimo carcere sudamericano in cui è celato un terribile segreto (una specie di prison-movie con risvolti fantascientifici, crudo e amaro come deve essere); "Metallica", che parla di guerre razziste negli USA e si ricollega direttamente al mondo futuro che compare nei romanzi di Eymerich. L'unica nota negativa è che in "Venom" c'è un passo introdotto abbastanza evidentemente per legare assieme e introdurre i tre racconti successivi. A parte queste tre righe un po' forzate il tutto è molto simpatico, e il titolo è azzeccatissimo.

    Il mistero dell'inquisitore Eymerich
    È il romanzo comparso a puntate su un quotidiano, opportunamente rimaneggiato; a causa di questo la storia è abbastanza lineare ma ricca di trovate ingegnose. La trama vede un Eymerich ancora abbastanza giovane al seguito di re Pietro nel tentativo di sconfiggere un baronetto sardo ribelle ma soprattutto un mistero legato alla storia dell'isola. Ci sono poi una serie di flash onirici che vedono l'incontro tra Eymerich e lo psichiatra eretico (realmente esistito) Wilhelm Reich, le cui teorie saranno fondamentali per la comprensione del mistero. La storia del mondo futuro esplora invece i sistemi (dis)educativi delle tre federazioni in cui si è scissa l'America e un mistero riguardante una terribile prigione. Il romanzo si legge d'un fiato ed essendo stato scritto per un target non specifico può essere fruito facilmente anche da chi non abbia mai letto nient'altro di Eymerich.

    Cherudek
    Con Cherudek si sfiora il capolavoro. Eymerich è in Francia, durante la Guerra dei Cento Anni, per risolvere un mistero riguardante una armata di morti viventi. Ma questo sarà solo l'inizio di una serie di avvenimenti ben più cataclismatici ed epocali. Parlare degli altri piani temporali sarebbe un delitto, vi basti sapere che sono intitolati "Tempozero" e che sono tra le pagine più inquietanti che io abbia mai letto. Le elucubrazioni sul quadrato magico "Sator arepo tenet opera rotas" farebbero impallidire Martin Mystére. Unico punto negativo: anche se è leggibile da solo, per gustarvelo al 100% è fortemente consigliato aver letto anche i romanzi precedenti. Ma fidatevi, ne vale la pena.

    Picatrix, la scala per l'inferno
    Il romanzo con più accavallamenti temporali. Eymerich indaga, aiutato da sapienti ebrei e musulmani (cosa inconsueta per lui!), a proposito di misteriose apparizioni di dischi luminosi nel cielo; ci sono poi sequenze in cui Eymerich tortura una donna (il cui senso si comprenderà solo alla fine) e ben due squarci nel mondo futuro, relativi a Frullifer che deve vedersela con misteriosi casi di licantropia e a una guerra scoppiata nel cuore dell'Africa. Il romanzo è simpatico, non fosse altro per gli scenari esotici e per la presenza di altre culture medievali, ma a tratti lo schema mostra un po' la corda. Il tema comunque è assai innovativo e mescola assieme ufologia, mitologia, parapsicologia e stregoneria... ci sono inoltre due colpi di scena non indifferenti. In sostanza un romanzo all'altezza della serie.

    Il castello di Eymerich
    Questo romanzo prende le mosse dall'omonimo sceneggiato radiofonico trasmesso da RadioDue e vincitore del Prix Italia. L'indagine di Eymerich questa volta si appunta quasi esclusivamente tra le mure di un castello che custodisce torbidi segreti, tutto questo mentre infuria la guerra civile. Gli sfasamenti di piano temporale ci portano in un campo di concentramento nazista dove si sta compiendo un pericoloso esperimento e, per la prima volta, nel passato, per mostrarci una pericolosa missione di Dalmau Moner, il tutore di Eymerich. Queste sezioni mi sono sembrate un po' poco omogenee rispetto al resto del romanzo, forse perché sono un po' sporadiche. Ad ogni modo nel corpus principale della storia la narrazione è come di consueto eccellente e ci mostra un Eymerich molto più combattuto e umano del solito; e forse è proprio questo il vero punto di forza del romanzo, visto che gli eventi interiori saranno molto più apocalittici di quelli esteriori...
    [ 2001-10-07 ]


    Esercizi di stile
    Diavolo di un Raymond Queneau. Ha preso un brano di prosa, invero piuttosto banalotto, e ne ha realizzate cento variazioni sul tema, adottando una marea di stili, variando metodo di espressione, giocando col testo come se fosse fatto di mattoncini Lego.
    E diavolo di un Umberto Eco che non ha "semplicemente" tradotto questo libro straordinario, ma ne ha ripreso le regole per giocare a modo suo.
    Cosa c'entra tutto questo coi giochi di ruolo? Ci sono già alcuni giochi molto simpatici e intelligenti che si basano sullo stile di verbalizzazione (uno per tutti Og, il gioco di ruolo del paleolitico dove si può parlare solo tramite 17 parole). Ebbene, ogni pagina degli Esercizi di stile contiene potenzialmente in sé un gioco di questo tipo. Leggetelo e non ne rimarrete delusi!

    Raymond Queneau, Esercizi di stile, Torino, Einaudi, 2001.
    [ 2002-08-10 ]


    Nessun Dove
    Il papà di Sandman colpisce ancora! Nessun Dove è un incredibile romanzo, nella stessa ambientazione di una serie televisiva britannica di grande successo, che esplora i misteri della Londra sotterranea. Il mix di misticismo, metafore, iperrealismo e faerie-tale non fa certo rimpiangere le migliori prove fumettistiche di Gaiman: la storia di un uomo qualunque che scopre la complicata civiltà sotterranea vi farà venire voglia di saperne di più (e allora magari potreste giocare ad Underworld). I personaggi di Mr. Croup e Mr. Vandemar, poi, rimarranno nei vostri cuori - e sarà difficile che presto o tardi non facciano capolino nelle vostre partite come personaggi non giocanti...!

    Neil Gaiman, Nessun Dove, Roma, Fanucci, 2002.
    [ 2002-10-02 ]


    Miliardi di tappeti di capelli
    La storia parte da un tessitore di tappeti di capelli; figura tradizionale di un mondo arretrato, parte di un cosmo molto vasto. Il tessitore passa tutta la vita a intrecciare un solo tappeto composto dai capelli delle mogli, per poi farne dono all'Imperatore al termine della propria vita. Ma quella del tessitore di capelli è solo una delle storie contenute in questo libro: come in un tappeto, anche in questo romanzo è possibile seguire l'intrecciarsi, il perdersi e il ritrovarsi di storie, vite e personaggi. Dalla vita di un umile artigiano la prospettiva si allarga sempre di più, fino a fornire l'immagine complessiva di un cosmo estremamente dettagliato, crudele e malinconico. Miliardi di tappeti di capelli è un grande romanzo di fantascienza europea, scritto con una tecnica "corale" forse non nuova ma padroneggiata con grande maestria.

    Andreas Eschbach, Miliardi di tappeti di capelli, Roma, Fanucci, 2002.
    [ 2003-01-11 ]


    Crocevia
    La dimostrazione concreta di come si possa partire dal rovesciamento di un cliché per creare una storia completamente nuova. Avrete sicuramente letto (e giocato) una marea di storie dove i convenuti presso una casa ritrovano improvvisamente il cadavere di uno di essi, generalmente proprio il padrone. Suona familiare? Anche Crocevia, romanzo di questo semisconosciuto autore italiano, inizia in questo modo. Ma che accade quando vengono trovati due cadaveri dello stesso padrone di casa? Com'è possibile spiegare questo mistero? Gemelli? Clonazione? Viaggi nel tempo? Allucinazioni? O tutte queste cose insieme? O magari nessuna? Il romanzo smonta e rimonta la vicenda sotto gli occhi del lettore, offrendogli una panoramica di prospettive che si fa sempre più vertiginosa, fino allo sconvolgente epilogo. Una piccola gemma di narrativa fantastica italiana, che deve qualcosa allo stile di Italo Calvino e Giorgio Manganelli.

    Elia Spallanzani, Crocevia, Pieve di Cento (BO), Bomarzo, 1970.
    [ 2003-01-11 ]


    Corpo a corpo
    Iain Banks è un autore britannico dalla doppia personalità: talvolta scrive di fantascienza (come per il celebre "Ciclo della Cultura", aggiungendo una M puntata al suo nome), talaltra regala romanzi più mainstream ma sempre pervasi da un alone di fantastica irrealtà, come nel caso dell'incredibile Canto di pietra. Corpo a corpo fa parte di questa seconda categoria ed è un romanzo dove i sogni la fanno da padrone: il protagonista si ritrova in un misterioso mondo orwelliano costituito da un unico, immenso ponte, alternando tra i sogni (veri e inventati) più incredibili e i flashback di una vita reale. L'intero libro è pervaso di suggestioni oniriche e costituisce quanto di più vicino ci possa essere nella letteratura a un film di David Lynch. Intrigante e inquietante: non lasciatevelo scappare!

    Iain Banks, Corpo a corpo, Parma, Guanda, 2001.
    [ 2003-04-06 ]

     

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